| da La Nuova Sardegna GIOVEDÌ, 05 FEBBRAIO 2009 IL FUTURO DELLA COMPAGNIA AEREA VERTICE A PARIGI La svolta annunciata nell’incontro con amministratori comunali e sindacalisti Ripartono le trattative. Il Principe: più produttività e più qualità per cercare un buon partner Meridiana, l’Aga Khan sconfessa la linea dura «Troviamo un accordo per rafforzare la compagnia e far vincere Olbia e la Sardegna» dall' inviato Guido Piga  PARIGI. «Fateci delle proposte, noi cerchiamo di rivedere la nostra su Meridiana». Uomo di pace, l’Aga Khan porge un ramoscello d’ulivo agli amministratori e ai sindacalisti arrivati nella sua residenza di Aiglemont, Parigi, e lancia un duro monito ai suoi dirigenti, dall’amministratore Rossi al presidente Trivi che siedono alla sua sinistra. «Io non voglio la guerra, chi la vuole lo faccio accomodare fuori da casa mia» dice Karim, aprendo la discussione cominciata alle 14.30 e chiusa un’ora dopo. Il sindaco Giovannelli, il presidente del consiglio comunale di Olbia Pizzadili, i tre rappresentanti dei lavoratori, tutti soddisfatti di essere stati ricevuti, si guardano in faccia. «Che ce l’abbia con noi, ospiti suoi?». Solo un attimo di smarrimento, perché, alla fine, Karim spiazza tutti. «Desidero arrivare a un accordo su Meridiana, vorrei costruire con voi un nuovo punto di partenza per rendere forte la compagnia», scandisce il proprietario di Meridiana, seconda compagnia aerea nazionale, 1400 dipendenti di cui quattrocento a rischio licenziamento. Tutto vero, tanto che i sindacalisti, varcato il portone di Aiglemont, si dichiarano «sorpresi», «quasi sgomenti» per la portata dirompente (e positiva, per loro) delle dichiarazioni dell’Aga Khan. Ripartire da zero, nella complicatissima trattativa sulla crisi di Meridiana, suona come una sconfessione all’azione dell’ad Rossi, ostinatamente chiuso al dialogo, pronto a ridimensionare l’azienda pur di non accettare minimamente le richieste dei sindacati. Karim la vede in modo opposto. «Io sono per il dialogo, e voglio che dialogo ci sia». E’ una svolta, a meno di dieci giorni dai possibili licenziamenti. E’ un segnale “politico” fortissimo. Karim crede che un accordo possa essere trovato, debba essere trovato. Tutti insieme, senza guerre, senza voler vincere a tutti i costi. «Non ci saranno vincitori da una parte, sconfitti dall’altra - chiarisce l’Aga Khan, in italiano -. Ci sarà un solo vincitore, Meridiana, e con Meridiana vincerà Olbia, la Sardegna». Questa è la linea, amministratori e sindacalisti la afferranno al volo. «Sono soddisfatto di aver, come amministrazione, contribuito a far riprendere la trattativa» dice Giovanelli, che incassa una indubbia vittoria. «Io vorrei sapere se il management ha capito» ironizza Mauro Rossi, Cgil nazionale. Durante l’ora di incontro, nella sala riunioni principale di Aiglemont, né Rossi né Trivi, seduti alla sinistra di Karim, aprono bocca. Ma è evidente che, già da oggi, dovranno rivedere la strategia. Perché loro saranno chiamati a tradurre con atti concreti l’indirizzo dato dall’azionista di maggioranza. Non a caso, nelle prossime ore riprenderanno le trattative. A condurle sarà Claudio Miorelli, il dirigente chiamato da Karim a tessere i fili per l’intesa possibile. Crisi risolta? No, ovviamente. Karim pone le sue condizioni, senza entrare nei dettagli tecnici dei nuovi contratti. Ma, fatto rilevante, non fa alcun riferimento diretto a quelli di Eurofly, proprio quelli che l’ad Rossi voleva imporre, prendere o lasciare. L’Aga Khan dice che, finanziariamente parlando, «prima Alisarda, poi Meridiana, sono stati un pessimo investimento: hanno sempre prodotto utili, ma io non ho mai preso dividendi». La compagnia aerea è andata avanti con le sue forze. Ma ora lo scenario è cambiato. «Io voglio mantenere Meridiana - sottolinea - ma i concorrenti sono più forti. Alitalia non è più pubblica, è privata, ma è fortemente sostenuta dal governo». Bisogna cambiare la mission di Meridiana, rendendola bella per un possibile nuovo partner. Una vecchia storia, adesso, in tempi di crisi, di stringente attualità. Karim cita Lufthansa e British, i due player più forti dopo Air France, proprietaria di fatto di Alitalia. Ma perché i tedeschi, e più ancora gli inglesi, possano investire su Meridiana, entrando così nel ricco mercato italiano del trasporto aereo, Karim spiega che servono due cose: «Più produttività, più qualità». Sulla seconda, ha fatto un esempio. «Voglio che i dipendenti di Meridiana trattino i passeggeri come i sardi hanno trattato me: con cortesia e attenzione». Ma non è una critica ai suoi lavoratori, almeno non aspra. Perché Karim, che fa sapere di essere aggiornato quotidianamente su Meridiana con un report, fa i complimenti a tutti «per la puntualità dei voli». «E’ un grande riconoscimento, così come è importante che l’Aga Khan abbia chiesto a tutti, quindi ai suoi dirigenti soprattutto, di creare un clima di empatia» sottolinea Stefano Porcedda, rappresentante dei piloti. Deve sorridere pure Gianni Rossi, non chiedere solo che lo facciano le hostess. Un problema superabile. Quello della produttività, legato ai costi del personale, è il vero campo di confronto. «Noi le nostre proposte le abbiamo avanzate, permettono all’azienda di avere maggiore produttività: noi lavoriamo di più, senza licenziamenti, guadagnando lo stesso stipendio. E’ molto, non ci si può chiedere di tagliarci lo stipendio del 30 per cento», ragiona Marco Bardini, Uil. Per ora Karim taglia solo le ali dei “falchi” e libera in volo le “colombe”. Sperare si può. ------------------------------------- |
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